Olimpiadi 2026, si cercano 18.000 volontari (e non si sa dove metterli). Preoccupazione in Veneto e Lombardia, ''in Trentino useremo le abitazioni della valle''
Il presidente del comitato Nordic Ski Val di Fiemme Pietro De Godenz rassicura dopo "l'allarme" arrivato da Veneto e Lombardia, dove le sedi di gara faticano a trovare spazi per l'ospitalità dei 18.000 volontari coinvolti nei Giochi

TRENTO. Il cuore pulsante di ogni grande evento sportivo non sono gli atleti e nemmeno gli spettatori: sono i volontari, figure chiave per gestire l’ospitalità e l’accoglienza del pubblico, degli atleti, dei media e delle delegazioni, oltre che per coordinare e supportare lo staff nelle sedi di gara e per altri innumerevoli aspetti.
A maggior ragione quando si parla della Olimpiadi invernali 2026, dove la richiesta anche numerica di figure pronte a spendersi nelle tante giornate di gare è a dir poco impressionante: sono circa 18.000, si stima, i volontari necessari al buon svolgimento di giochi olimpici e paralimpici di Milano-Cortina.
Da settembre si apriranno le candidature per vivere un’esperienza assolutamente unica in cui oltre alla possibilità di essere parte in prima linea di un evento “storico” sarà garantito (questo dice il sito ufficiale) vitto, divisa olimpica e gadget dei giochi. Di alloggio, per i volontari, nessuna traccia. Attenzione: questa non è certo una novità, in ogni edizione dei giochi è stato così.
Ma l’idea di portare le Olimpiadi in alcune sedi di gara con scarsa “storicità” sta cominciando a presentare il conto: in Veneto e Lombardia non sono ancora stati trovati hotel e strutture ricettive disponibili ad accogliere addetti ai lavori, volontari e forze dell’ordine. Figure forse troppe volte date per scontate.
Una criticità che, per una volta, non coinvolge il Trentino-Alto Adige, come afferma soddisfatto a Il Dolomiti Pietro De Godenz, presidente del comitato Nordic Ski Val di Fiemme. “Abbiamo la fortuna, ma perché ce la siamo costruita, di poter contare su una valle capace di essere sostanzialmente autosufficiente da questo punto di vista. Quando dico valle, intendo Fiemme, Fassa e Cembra: un bacino da cui siamo abituati ad avere oltre 600 volontari per ogni gara di coppa del Mondo, addirittura 1.300 ai mondiali. Per le Olimpiadi ce ne serviranno 1.500 ma diverse persone che magari hanno qui una seconda casa si stanno mobilitando per farsi avanti e vivere l’avventura a cinque cerchi da volontario”.
Anche ad Anterselva, in Alto Adige, dove si svolgeranno le gare olimpiche di biathlon, la situazione è sotto controllo, perché le richieste sono in numeri più contenuti e perché in ogni caso ogni inverno la valle è abituata ad ospitare la tappa di coppa del mondo più attesa e partecipata del calendario.
“In più – prosegue De Godenz tornando a parlare di Val di Fiemme - promuoveremo presto quella che credo sia una bella iniziativa, che racconta in profondità il senso di unione e del ‘fare squadra’ in perfetto spirito olimpico: si chiederà, un po’ sulla falsariga di quello che si fece per le primissime edizioni della Marcialonga, ai volontari e ai cittadini della valle di mettersi a disposizione per ospitare a casa propria altri volontari che magari hanno necessità di un alloggio. Contiamo in questo modo di poter garantire un’ulteriore disponibilità di 100-150 posti per entusiasti giovani volontari. Però insomma, il 70-80% delle persone coinvolte saranno locali e questo ci semplifica molto l’organizzazione: mi rendo conto che in altre località questo aspetto sia più complicato da gestire”.
Resta il nodo legato alla sistemazione delle forze dell’ordine, ma De Godenz non è preoccupato. “Stiamo facendo dei ragionamenti, ma credo che potranno trovare posto in caserma a Laives, o a Trento, o a Piné. Ma sono convinto che non ci saranno problemi di sorta”.
Per volontari e ‘macchina organizzativa’ intanto da questo inverno tutto comincerà a profumare di ‘prove generali’: 6 gare di coppa del mondo di fondo, le 4 gare preolimpiche delle paralimpiadi. Nell’estate 2025 il test dei trampolini al Grand Prix, vera e propria festa delle discipline nordiche in chiave estiva (compreso lo ski roll). Poi nel febbraio 2026 si alzerà il sipario sui Giochi. Ma speriamo non ci si dimentichi di ringraziare e valorizzare il lavoro instancabile di chi sta lontano dalle luci dei riflettori, degli imprescindibili volontari.














